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Mirco Zomparelli
Interviste

Scrivere per sognare, come nasce una passione.

Scrivere per sognare o sognare di diventare uno scrittore? Con il passare degli anni ho capito che quello che mi piaceva fare per divertimento era una vera e propria passione.

Ciò che accade ogni volta che viene steso un articolo per un blog è che si decide di raccontare una storia. Articoli superficiali porteranno  risultati altrettanto superficiali. Se scriviamo con passione invece, una parte di noi  resterà al lettore anche dopo aver concluso la lettura.

Oggi voglio parlarvi di un ragazzo, un padre, uno scrittore, che  ha deciso di coltivare questa sua passione per la scrittura da sempre. Di chi sto parlando? Mirco Zomparelli.

Ci siamo conosciuti qualche mese fa e parlando delle nostre situazioni lavorative, ho scoperto che ci accomunava una cosa in particolare.

La scrittura?? Non proprio…! A tantissimi chilometri di distanza, la prima cosa che ho scoperto avere in comune con Mirco era la passione per il mondo Cosplay.

Ho poi piacevolmente scoperto che è un autore di libri e che da poco è uscito il suo ulimo romanzo ispirato a James Bond, Tutto o niente.

Perciò perchè non approfittare di tutto ciò e dedicare un articolo del mio blog raccontandovi la sua storia?

Mirco Zomparelli

1 – Quando inizia la passione

Come e quando nasce la tua passione per la scrittura? Vedo che anche tu sei vicino al mondo cosplay. Si può dire che il cosplay sia stato per te l’inizio dell’avventura di scrittore di libri quali James Bond e Ghostbusters o è stato una conseguenza?

La mia passione per la scrittura non ha un vero e proprio inizio. Già da piccolo riuscivo bene nei temi a scuola, ma da lì a diventare scrittore il passo non è stato particolarmente breve.

Ero ormai grande quando scrissi il mio primo libro e non era altro che un racconto sulla mia carriera da arbitro federale di calcio, ovviamente uno breve che non venne mai pubblicato. Ho sempre avuto però quell’ istinto di prendere una penna in mano e così nel 2012, per omaggiare mio nipote, decisi di avventurarmi in questo percorso senza minimamente immaginare che stava per nascere una trilogia letteraria.

È vero, confermo di far parte del mondo cosplay, ma questo hobby non ha in
nessun modo influenzato la mia carriera da scrittore, i personaggi da me trattati sono le mie passioni da bambino prima e da ragazzo poi, chi di non ha amato i Ghostbusters? Chi di noi non è affascinato dalla spia britannica più famosa del cinema?

2 – Libri che lasciano il segno

Ricordi qual’è il primo libro che ti abbia davvero appassionato e il perchè?

Certo, lo ricordo perfettamente.

Era il finire del 2004, da poco era uscito in Italia il Codice da Vinci e ancora non era il fenomeno culturale che sarebbe diventato.
Girovagando per gli scaffali di una libreria venni attratto dalla copertina e dopo aver letto la trama decisi di comprarlo. Neanche il tempo di iniziare la lettura che già l’avevo completato, fu il primo romanzo che volutamente avevo scelto e finito, proprio per questo motivo ancora oggi sono affezionato a quella storia anche se della saga Langdon il mio preferito è senza ombra di dubbio Angeli e Demoni.
Penso che sia superfluo spiegare i motivi per cui mi sia appassionato a questo scrittore e le sue opere.

3 –  Nuovi romanzi

Qual’è la scintilla che ti fa scattare la decisione di iniziare un nuovo romanzo? Vediamo nel 2015 l’uscita di Doppio Zero che è dedicata proprio a tuo figlio.
Fino ad allora avevi già pensato di procedere con la scrittura di altri romanzi o pensavi di fermarti e mantenerlo come hobby?

La scintilla era scattata 3 anni prima, dopo la difficile stesura di Scacco Fatale avevo deciso che mai più in futuro avrei tentato di nuovo una simile impresa, fu un lungo e faticoso lavoro e un bel giorno, preso dalla stanchezza, conclusi bruscamente l’opera consapevole di non aver raccontato tutta la storia. Fu la nascita di mio figlio a darmi la spinta e il coraggio di riprendere quella narrazione e scrivere la seconda e quella che pensavo essere l’ultima parte.

Scacco Fatale

4 – Caratteristiche dei personaggi

Dai tuoi romanzi scaturisce l’attenzione del protagonista per i particolari. È un osservatore nato, attento all’abbigliamento, diverso a seconda delle missioni da compiere e attento a battere l’avversario nel gioco d’azzardo più rischioso. Anche se sembra essere in difficoltà alla fine riesce sempre a trovare una soluzione per uscirne vincitore. Quanti dei suoi atteggiamenti e della sua capacità rivedi in te stesso?

Spesso nelle caratteristiche dei miei personaggi sono stati inseriti degli aspetti biografici, la caparbietà e la tenacia sono sicuramente gli elementi che maggiormente mi appartengono.
Non completamente ma, buona parte degli atteggiamenti del mio 007, sono come dire… biografici.

5 – James Bond

In che modo ti sei avvicinato alle avventure di James Bond? Era il tuo idolo di quando eri bambino o ti sei avvicinato a lui solo in seguito? Racconti di esserti avvicinato al mondo cosplay con i “Ghostbusters”, ma ti sei mai calato nei panni del nostro agente segreto 007?

Ricordo come se fosse ora il preciso momento in cui mi innamorai del personaggio nato dalla penna di Ian Fleming, uscivo dalla sala cinematografica e avevo appena finito di vedere Casinò Royale, la prima pellicola interpretata da Daniel Craig. Venivo da un periodo decisamente difficile, la mia vita era stata messa a dura prova ed ero solo un ragazzo di 22 anni. Quel giorno davanti ai miei occhi si palesò un uomo che dalla vita poteva avere tutto ed era in grado di saper fare tutto, reagire alla sofferenza e uscire da ogni situazione complicata. Per me fu amore a prima vista per il James Bond di Daniel Craig.
Avvicinarmi al mondo cosplay con i Ghostbusters fu la cosa più semplice che si possa fare, mi ha fatto tornare bambino, vestirmi come i miei eroi, caricarmi sulle spalle uno zaino protonico e trasmettere agli altri questa passione, cosa altro chiedere?
Devo confessare un piccolo particolare, io sono il nerd meno nerd che esista e la mia passione per i cosplay non è così profonda da farmi avere chissà quanti costumi, mi sono sempre limitato a portare la divisa da acchiappafantasmi, in fondo 007 indossa con classe ed eleganza lo smoking e onestamente penso che sia un abito che richieda rispetto, quindi portarlo in giro per le fiere non è la cosa migliore.

Mirco Zomparelli

6 – La chiusura di un opera

Dopo la pubblicazione del tuo 4° libro che va a terminare la trilogia di James Bond, come ti sei sentito? Ti mancherà questo personaggio o lo lasci con la consapevolezza che la tua vita sta aprendo le porte a nuove avventure?

Ti ringrazio per la bella domanda. Era la scorsa estate, agosto stava per finire e io mi trovavo davanti al computer.
Avevo pensato, immaginato e scritto l’epilogo già da qualche giorno, avevo voglia di trasmettere al lettore un momento epico e così arrivò il momento dell’ultima pagina.
Non appena la conclusi immediatamente provai una sensazione di malinconia, avevo già deciso che quello sarebbe stato il mio ultimo romanzo su James Bond ma nella mia testa era un momento lontano, la stesura del romanzo teneva la mia mente e i miei pensieri impegnati. Improvvisamente il vuoto. La trilogia era stata conclusa e un’ emozione diversa si faceva largo in me, quasi una sensazione di
smarrimento, la stessa quando finisce qualcosa di unico. E ora?
Tolta la breve parentesi di Shandor, come scrittore, per quasi 7 anni avevo sempre e solo pensato, scritto e ragionato su questo personaggio meraviglioso.
Sono sicuro che ne sentirò la mancanza, ma era arrivato il momento di dirgli addio. Lascio 007 con la consapevolezza che la mia carriera si stia indirizzando verso strade diverse alla ricerca di nuovi stimoli e con la giusta maturazione per provare qualcosa di assolutamente innovativo.

7 – Libro unico o  trilogia

Quando hai deciso che questo libro doveva essere quello che avrebbe completato la trilogia di 007?

Arrivato alla fine di Doppio Zero capii che sarebbe stato necessario un terzo e ultimo romanzo per concludere la storia iniziata. I miei racconti su 007 non erano nati per formare una trilogia, era stata pensata una storia unica che semplicemente per una mia scelta avevo frammentato in due parti. Solo quattro anni dopo ripresi la storia e con Tutto o Niente ho chiuso il mio percorso Bondiano.

8 – Motivazioni importanti

La nascita di tuo figlio è stata decisiva oltre che per il proseguo della trilogia, anche per la decisione di ricominciare da te con un inedito?

La nascita di mio figlio è stata decisiva per la mia carriera come autore, se non fosse stato per il piccolo Giulio, dopo il primo romanzo, mi sarei fermato lì. Tutti i miei romanzi hanno avuto una forte motivazione, le persone più importanti della mia vita sono alla base di ogni progetto.
Mio nipote. Mio figlio. La mia compagna e mia madre, a loro devo tutto.

9 – Progetti futuri

Quali altre novità ci aspettano nei prossimi anni? Ti cimenterai in altre avventure fantastiche e rivisitate in chiave moderna o creerai qualcosa di tuo, qualcosa di inedito?

Come mi ha detto una collega, è arrivato il momento di mollare gli ormeggi e il quinto romanzo sarà un inedito assoluto.
Proprio in questo periodo è in fase di sviluppo la storia di un thriller che si chiamerà Demonial Clidia – I giorni di un assassino.
Per ora non posso aggiungere altro.

 

Tutto o Niente